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Società Benefit: cosa sono e come sono regolamentate in Italia

In un momento storico in cui sono molte le sfide che mettono in discussione la tradizionale e consolidata idea di sviluppo, sempre più aziende abbracciano nuovi modelli di business pensati per generare oltre che profitto anche beneficio a livello sociale e ambientale. Una vera e propria rivoluzione, partita dagli Usa e che sta raggiungendo in pochi anni ogni parte del mondo.

Le Società Benefit fanno parte di quei segnali che lasciano intravedere e continuare a sperare in quella tanto attesa transizione economica in un modello di sviluppo sostenibile e responsabile. Ma cosa sono le Società Benefit, cosa prevede la legge italiana e come si diventa tale?

Una scelta etica: investire con un’impresa Benefit

Doorway ha deciso di improntare la propria attività sulla creazione di valore sociale per la collettività, oltre che finanziario per i propri investitori. Doorway è, infatti, la prima Fintech in Italia a fregiarsi del titolo di Società Benefit.

In quanto Società Benefit uno dei criteri di selezione principale delle aziende target è rappresentato dall’adozione di criteri ESG (Environmental, Social, Governance) che si utilizzano per misurare l’impatto ambientale, sociale e le modalità di gestione delle aziende, sempre più focalizzate nel mettere in evidenza la sostenibilità della propria impresa e delle proprie iniziative. Sulla base di questi criteri, le aziende non vengono valutate solamente in base alla loro capacità di produrre denaro, ma anche nel produrre risultati etici, come l’inclusione sociale o la protezione dell’ambiente. Come emerso nell’ultima ricerca del Social Innovation Monitor del Politecnico di Torino, le considerazioni legate all’eticità o, comunque, all’impatto sociale dell’azienda su cui si investe diventano sempre più importanti tanto che due terzi dei Business Angel italiani ritiene fondamentale che l’azienda rispetti i criteri ESG. Identico indirizzo emerge dalle ricerche di AIPB, che conferma come il rispetto di criteri ESG sia sempre più importante negli obiettivi dei clienti del Private Banking, come dal Global Client Sustainable Investing Survey di BlackRock in cui il 20% dei 425 investitori intervistati prevede di raddoppiare le allocazioni a prodotti sostenibili nei prossimi cinque anni.

Cosa sono le Società Benefit

Le Società Benefit restituiscono all’imprenditore il comando integrale sull’impulso originario, che muove in profondità l’agire umano: produrre un beneficio, creare un’innovazione positiva per sé, la comunità e l’ambiente. Fondere indissolubilmente questa tensione con la ricerca del profitto libera da condizionamenti culturali negativi che spesso portano le imprese a divorare quella che dovrebbe essere la loro vera mission

Senatore Mauro Del Barba – Primo Firmatario del DDL sulle Società Benefit

La Società Benefit, o Benefit Corporation, è una particolare forma giuridica che, oltre agli obiettivi di profitto, assegna all’impresa lo scopo di avere un impatto positivo sulla società e sulla biosfera, integrando nel proprio oggetto sociale obiettivi “non profit” di utilità sociale e/o ambientale.

Si tratta di uno strumento legale che crea una solida base per l’allineamento della missione nel lungo termine e la creazione di valore condiviso. Consente anche di proteggere la missione in caso di aumenti di capitale e cambi di leadership, creare una maggiore flessibilità nel valutare i potenziali di vendita e mantenere la missione anche in caso di passaggi generazionali o quotazione in borsa. Le Imprese Benefit non vanno confuse con le Imprese Sociali o una evoluzione del non profit. Piuttosto rappresentano una trasformazione positiva dei modelli dominanti di impresa a scopo di lucro, per renderli più adeguati alle sfide e alle opportunità dei mercati del XXI secolo.

Le Società Benefit in Italia

Oggi, le Società Benefit in Italia sono circa 500. Al di fuori degli Stati Uniti d’America dove il modello di società benefit è stato concepito e portato avanti, l’Italia è stato il primo paese dell’Unione Europea a dotarsi di una regolamentazione in materia, con la Legge di stabilità 2016 (commi da 376 a 382).

Secondo il legislatore italiano, le Società Benefit si obbligano a perseguire il proprio general public benefit «in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interesse» (art. 1, comma 378, lett. b), l. 208/2015) e per quanto riguarda l’uno o più specific public benefit, prevede che essi «sono indicati specificatamente nell’oggetto sociale della società benefit e sono perseguiti mediante una gestione volta al bilanciamento con l’interesse dei soci e con l’interesse di coloro sui quali l’attività sociale possa avere un impatto» (art. 1, comma 377, primo periodo, l. 208/2015).
La legge prevede dunque che la Società Benefit debba cercare un bilanciamento tra gli interessi dei soci e quelli di tutti i soggetti coinvolti, direttamente o indirettamente, dall’attività delle società quali lavoratori, clienti, fornitori, finanziatori, creditori, pubblica amministrazione e società civile.

Oltre a dover promuove i propri obiettivi profit e non profit curando l’attività di bilanciamento degli interessi «la società benefit, fermo quanto disposto dalla disciplina di ciascun tipo prevista dal codice civile, individua il soggetto o i soggetti responsabili a cui affidare funzioni e compiti volti al perseguimento delle suddette finalità».
Con ciò il legislatore dispone la nomina obbligatoria di uno o più soggetti responsabili per il perseguimento del beneficio comune, da parte degli amministratori.

Inoltre, al fine di consentire il monitoraggio sull’attività di beneficio comune svolta, la Società Benefit deve redige annualmente una relazione annuale di impatto, da allegare al bilancio societario e da pubblicare sul sito Internet, che descriva al suo interno:

  • gli obiettivi specifici, le modalità e le azioni attuate dal management per il perseguimento delle finalità di beneficio comune e le eventuali circostanze che lo hanno impedito o rallentato;
  • la valutazione dell’impatto generato utilizzando uno standard di valutazione esterno che soddisfi le caratteristiche di globalità, indipendenza, credibilità e trasparenza richieste dalla legge nell’allegato 4 ad essa annesso.
  • i piani e gli impegni per l’esercizio successivo.

L’attività delle società benefit è monitorata ed eventualmente sanzionata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Al fine di incentivare la nascita di queste società, il Decreto Rilancio, ha introdotto un credito d’imposta pari al 50% per la costituzione o trasformazione in società benefit.

Come diventare Società Benefit?

Per diventare Società Benefit è innanzitutto necessario definire la finalità di beneficio comune che si intende perseguire e che dovrà essere inserita nel nuovo oggetto sociale.

Secondo la Legge di Stabilità 2016 possono diventare Società Benefit tutte le aziende che rispondono ai requisiti del Libro V, titolo V e VI, del Codice Civile.

Le aziende di nuova costituzione possono nascere come Società Benefit presso qualsiasi notaio in fase di redazione dello statuto. Per le imprese già esistenti sarà invece necessario convocare un’assemblea straordinaria per la modifica dello statuto e, successivamente, assumere la qualifica di Società Benefit con l’intervento del Notaio.