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Patuelli, presidente Abi: incentivi fiscali per chi investe nelle imprese

L’incertezza e la paura scaturite dalla pandemia hanno portato nel 2020 a una forte crescita del risparmio precauzionale. L’incremento rispetto all’anno precedente è evidenziato dalle statistiche della Banca d’Italia, che indicano un aumento del 10,2% dei depositi totali e del 6,4% per le famiglie.

In questo momento, secondo le stime dall’Abi, l’Associazione delle banche italiane, vi sono ben 1.700 miliardi di euro bloccati sui conti correnti e sui depositi italiani che necessitano di essere mobilitati per contribuire a riparare i danni economici e sociali causati dalla pandemia.

Gli investimenti del Recovery fund non saranno infatti sufficienti, considerato anche l’incremento della domanda di prestiti registrato nel 2020. Questi ultimi sono saliti a livello nazionale del 4,1%, con un +8,4% alle imprese e +1,3% alle famiglie. L’enorme ricchezza accumulata nell’ultimo anno rappresenta dunque una risorsa importante per la ripresa dell’Italia. Ma come stimolarne l’uso a tal fine?

Secondo Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, la soluzione risiede in misure fiscali che incoraggino gli investimenti a medio-lungo termine nei settori produttivi. Attraverso una minore pressione fiscale sui rendimenti, come avviene per i titoli di Stato che hanno già un’aliquota inferiore, è possibile mettere in moto circuiti virtuosi di investimento in grado di mobilitare questo enorme risparmio a supporto delle imprese, assicurandone un’adeguata capitalizzazione funzionale alla loro crescita. Per questo motivo andrebbe anche rafforzata l’Ace, ossia l’incentivo alla capitalizzazione.

Queste misure potrebbero aiutare a canalizzare verso lo sviluppo dell’economia soprattutto le risorse gestite dai Private Banker e dai Family Office, che ammontano a circa 1.200 miliardi. È proprio l’osservatorio AIPB, l’Associazione Italiana Private Banking, a segnalare come, nel 2020, l’atteggiamento nei confronti degli investimenti in economia reale sia cambiato, con un crescente interesse a investire per lo sviluppo dell’Italia da parte degli investitori affluent e high net worth. In questo contesto, un intervento sugli incentivi fiscali per chi investe in economia reale potrebbe essere determinante per favorire l’aiuto alle imprese, nonché la ripresa del Paese.