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Misura Smart Money: le novità per start-up e PMI innovative

Condizioni,  modalità e termini dell’accesso alle agevolazioni previste dalla misura Smart Money, sono stati definiti dal Decreto Attuativo del 14 dicembre. Mancano ancora i termini per la presentazione delle domande all’agevolazione e il terzo decreto attuativo relativo agli incentivi fiscali per gli investitori.

Il 14 dicembre 2020, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il Decreto Attuativo della misura Smart Money: l’intervento agevolativo per le start up innovative italiane, inserito nel Decreto Rilancio.

Il Decreto, all’articolo 38, comma 2, prevede che:

Per sostenere le start up innovative, […] anche attraverso nuove azioni volte a facilitare  l’incontro  tra  le stesse imprese e gli ecosistemi per l’innovazione, per l’anno 2020 sono destinati 10 milioni di euro per la concessione alle start up innovative di agevolazioni sotto forma di contributi a fondo  perduto finalizzate  all’acquisizione di servizi prestati da  parte di incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e altri soggetti pubblici o privati  operanti per lo sviluppo di imprese innovative.

L’obiettivo della misura, è dunque quello di rafforzare, sull’intero territorio nazionale, gli interventi in favore delle start-up innovative destinando risorse aggiuntive per  l’anno 2020, al fine di sostenere la realizzazione di progetti di sviluppo e facilitare l’incontro con l’ecosistema dell’innovazione.

L’intervento, carente dal punto di vista operativo, è stato completato con il decreto attuativo che ha definito le condizioni,  le modalità e i termini per la concessione dei contributi a fondo perduto.

Le risorse messe a disposizione sono 9.5 milioni di euro, e potranno essere impiegate per:

  • il sostenimento, da parte di start-up innovative, delle spese connesse alla realizzazione di un piano di attività, svolto in collaborazione con gli attori dell’ecosistema dell’innovazione operanti per lo sviluppo di imprese innovative
  • l’ingresso nel capitale di rischio delle start-up innovative degli attori dell’ecosistema dell’innovazione.

Nel primo caso, si tratta di un’agevolazione a fondo perduto pari all’80% delle spese ammissibili sostenute per l’attuazione dei piani di attività. L’agevolazione non può superare i € 10.000,00 per start up innovativa.

Un contributo a fondo perduto in misura pari al 100%, è invece previsto per l’investimento nel capitale di rischio attuato dagli attori abilitati (business angels e investitori qualificati).

L’investimento in equity deve essere di minimo € 10.000,00 ed essere attuato in fase di costituzione della start up innovativa o entro i 24 mesi dalla costituzione; non deve inoltre determinare una partecipazione di maggioranza nel capitale della start up e deve essere detenuto per un periodo minimo di 18 mesi. Il versamento deve essere effettuato entro 6 mesi dalla data di deliberazione del medesimo.

L’investimento non può essere attuato tramite piattaforme di equity crowdfunding.

La restante quota delle risorse finanziarie stanziate pari a 500 mila euro, corrispondente al 5% del totale, sarà invece destinata alle iniziative di informazione e comunicazione previste dal medesimo articolo 38, comma 2-bis.

Con 10 milioni di euro si sostiene un aspetto importante: il legame tra startup innovative e ‘professionisti della trasformazione’ di idea in impresa: incubatori, acceleratori, business angel e organismi di ricerca. Sono risorse che permetteranno alle startup di migliorare la loro professionalità grazie a servizi e competenze specialistiche di questi attori, centrali in ogni ecosistema startup. Il risultato saranno idee più forti e con maggiori possibilità di successo e un sistema nel suo complesso più forte

Gian Paolo Manzella, sottosegretario allo Sviluppo economico

Mancano ancora i termini per la presentazione delle domande all’agevolazione che saranno definiti da un provvedimento successivo. Assente all’appello, anche il terzo decreto attuativo del dl Rilancio: quello che prevede incentivi fiscali per chi investe in startup e PMI innovative.

Servirà a sbloccare una detrazione Irpef pari al 50% della somma investita (in alternativa alla detrazione Irpef del 30% per investimenti fino a un milione di euro) prevista dall’art. 29 del D.L. 179/2012. L’investimento massimo agevolabile, in ciascun periodo d’imposta, non può essere superiore a 100 mila euro se si tratta di investimenti in startup e 300mila per PMI e deve essere mantenuto per almeno tre anni.

Come intuibile, causa la lunghezza dei tempi necessari al completamento dell’iter legislativo, gli investitori non potranno ancora usufruire in questo turbolento 2020, dei vantaggi fiscali preannunciati: dovranno ancora attendere per poter conoscere i dettagli su come potranno ottenere questi incentivi nell’ormai vicino 2021.