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La clientela Private e gli investimenti in economia reale tramite portali on-line

l’evento integrale

Il crowdinvesting si sta progressivamente affermando come strumento alternativo per l’esecuzione di investimenti che ben si prestano ad integrare portafogli di HNWI, con una diversificazione su PMI e imprese non quotate ed una possibilità interessante ed innovativa di rendimento.

Alessandro M. Lerro

È con queste parole che il Presidente dell’Associazione Italiana Equity Crowdfunding, rimarca quanto emerso dal confronto di dati, esperienze e casi studio avvenuto tra i portali per l’investimento online, gli operatori di mercato e le istituzioni, che hanno partecipato alla tavola digitale “La clientela Private e gli investimenti in economia reale tramite portali on-line” organizzata da AIPB, l’Associazione Italiana Private Banking

La discussione nasce al fine di riflettere sulle prospettive del matrimonio tra Private Banking e nuove piattaforme digitali, in vista dell’adozione del nuovo Regolamento UE (2020/1503) che disciplina le campagne sulle piattaforme di crowdfunding, quale strumento alternativo per l’esecuzione di investimenti.

Ad aprire i lavori dell’evento, Antonella Massari, Segretario Generale di AIPB, che ha presentato i i dati dell’osservatorio AIPB secondo i quali, nel 2020 l’atteggiamento nei confronti degli investimenti in economia reale è cambiato con un crescente interesse a investire per lo sviluppo dell’Italia.

Il 22% del campione intende investire su attività che abbiano un impatto positivo sull’ambiente e la società mettendo il rendimento in secondo piano. In questo contesto il ruolo della consulenza, nonché quello di intermediari e strumenti innovativi, sono cruciali per tradurre in decisioni di investimento sostenibili e coerenti gli orientamenti degli investitori affluent e high net worth. Si rende necessaria una riflessione per favorire l’emergere e il consolidarsi di canali che offrano al risparmio privato strumenti adeguati e innovativi, aiutando le imprese a fare un salto culturale verso fonti di finanziamento alternativi a quelli tradizionali e, nello stesso tempo, aprire un’importante finestra di opportunità a tutti gli operatori specializzati e intermediari che si affacciano sul mercato. 

Antinella Massari

I processi di revisione regolamentare in atto, quali ad esempio MIFID, il Regolamento ELTIF e la Direttiva AIFMD, a cui va aggiunta la stesura in atto delle norme tecniche da parte dell’ESMA in relazione al Regolamento UE dei fornitori europei di servizi di crowdfunding per le imprese, offrono l’opportunità al Regolatore Europeo di rafforzare il ruolo ricoperto dagli investimenti finanziari dei privati a sostegno della crescita economica.

Perché questo possa accadere, è necessario che venga riconosciuta la peculiarità di una classe aggiuntiva di investitori, la classe “semi-professionale” che si affianchi a quella del cliente professionale su richiesta, che se ne distingua sotto il profilo oggettivo e di funzionamento e favorisca gli investimenti in questa nuova emergente asset class

Antonella Massari

A seguire, l’intervento di Giancarlo Giudici, Professore ordinario della School of Management del Politecnico di Milano, che spiega come la normativa sull’equity crowdfunding di cui si è dotata l’Italia apre le porte alla partecipazione degli investitori retail ad una asset class, ovvero l’investimento nel capitale azionario di PMI e startup, tradizionalmente riservata a investitori istituzionali. Tuttavia, allo stesso tempo crea le condizioni per un nuovo modello di club deal con ticket di partecipazione più consistenti che, anche grazie al private banking, può sostenere le imprese nella raccolta di masse di capitale più consistenti, colmando un gap che oggi esiste fra la quotazione in Borsa e il crowdfunding in versione puramente retail.

Secondo l’Osservatorio del Politecnico, il mercato in Italia degli investimenti transitati su piattaforme di crowdfunding (lending e equity) è passato da 8 milioni del 2015 agli oltre 520 milioni nel 2020, posizionandosi a livelli quasi paragonabili a Francia e Germania. Specificamente sull’equity crowdfunding, oggi sono 47 le piattaforme autorizzate che a partire dal 2013 hanno pubblicato 719 offerte promosse in maggioranza da start up innovative. Di queste offerte, oltre il 74% ha chiuso con successo superando il target mediamente del 235,7% e coinvolgendo in media 95 finanziatori per campagna. I dati dell’osservatorio evidenziano l’emergere di una fascia intermedia di investimento costituita dalle offerte di equity crowdfunding con target compreso di solito tra i 2 e gli 8 milioni di euro, sicuramente più interessante per il segmento private.

Gli operatori hanno un ruolo chiave nell’alimentare l’offerta di mercato. Antonella Grassigli, CEO e Co-founder di Doorway ha contribuito alla riflessione portando il punto di vista degli operatori del crowdfunding:

Con l’entrata in vigore della nuova normativa insieme alle opportunità di mercato, verranno premiate le realtà in grado di cogliere la sfida e diventare a tutti gli effetti delle controparti affidabili e durature per l’industria private. Crediamo che le piattaforme di Equity Investing online che intendono offrire un servizio al mercato del Private Banking debbano andare oltre la semplice intermediazione della raccolta e diventare un vero e proprio hub di servizi in grado di affiancarli dalla selezione e due diligence delle imprese proposte, con criteri simili a quelli adottati dai venture Capital, fino alla creazione di meccanismi di tutela degli investitori e il coaching dei founder per seguire, nel tempo, l’andamento dell’investimento. Riteniamo che questo modello sia la strada migliore per creare valore fornendo ai Private Banker il supporto strategico e specialistico di cui necessitano per muoversi con fiducia all’interno del mercato dell’innovazione, estremamente dinamico e complesso

Antonella Grassigli, CEO e Co-founder di Doorway

Il crowdfunding propone quindi al mercato una nuova asset class destinata agli investitori HNWI al cui sviluppo il Private Banking può giocare un ruolo essenziale, creando nuovi modelli d’investimento, aggregando investitori, con l’effetto di accelerare il processo di crescita delle imprese e costituendo un passaggio intermedio prima dell’approdo sull’AIM

Il mondo del Private Banking sta evidenziando uno spiccato interesse per l’economia reale ben rappresentata dalle aziende quotate sul mercato AIM, passate da 77 nel 2016 a 138 nel 2021 (+79%). 

AIM Italia si conferma uno strumento finanziario dalle grandi potenzialità come dimostrato sia dal numero di investitori qualificati che è raddoppiato negli ultimi 5 anni con un investimento medio di circa 200 mila euro, sia dall’ammontare di raccolta complessiva in IPO delle aziende che ha superato i 3,9 miliardi di euro. Riteniamo che l’AIM possa rappresentare il mercato secondario per le startup che raccolgono capitali su piattaforme di Equity Crowdfunding e diventare un’opzione di exit per gli investitori accrescendo così la liquidabilità dell’investimento grazie alla ottime performance raggiunte. Inoltre, la recente conferma del credito d’imposta sui costi di IPO fino a 500.000 euro a favore delle PMI italiane permetterà alle stesse di accelerare il percorso di crescita con la quotazione in Borsa che sta canalizzando risorse finanziarie sull’economia reale

Anna Lambiase, CEO e Fondatore di IR Top Consulting.

Il quadro normativo in evoluzione evidenzia ulteriori elementi di innovazione. 

Il Regolamento sul crowdfunding, adottato dalla Consob a giugno 2013 e successivamente modificato, ha ampliato la platea dei potenziali sottoscrittori di offerte di capitali on-line con l’obiettivo di accrescere il ruolo ricoperto dagli investimenti finanziari dei privati a sostegno dell’economia reale. La disciplina recentemente introdotta a livello europeo con il nuovo Regolamento sui fornitori di servizi di crowdfunding per le imprese si inserisce in un solco normativo già tracciato in Italia e pare destinata a mutare gli scenari competitivi in questo ambito. Sarà quindi interessante osservare nel tempo come questa nuova forma di intermediazione verrà interpretata dagli operatori e se l’opportunità offerta di identificare una categoria di “investitori sofisticati” alimenterà la crescita del mercato del crowdfunding

Emma Rita Iannaccone, Funzionario Consob – Divisione Intermediari.

Dal confronto emerge una progressiva affermazione del crowdinvesting come strumento alternativo per l’esecuzione di investimenti che oltre ad integrare i portafogli del segmento private, con una diversificazione su PMI e imprese non quotate ed una possibilità interessante ed innovativa di rendimento, permette di sostenere l’economia reale italiana.

I diversi operatori del private banking hanno già cominciato ad esplorare forme di collaborazione con piattaforme di crowdinvesting, prospettando possibili percorsi di intervento. Durante l’incontro credo siano emersi con chiarezza alcuni punti importanti come le potenzialità del mercato e il punto di vista dei produttori, dei distributori e degli investitori.

Alessandro M. Lerro

Dal confronto tra i partecipanti alla tavola digitale organizzata da AIPB,  è emerso un crowdinvesting su PMI e imprese non quotate che si sta progressivamente affermando per integrare portafogli dei clienti HNWI. Questo lascia anticipare come questa tipologia di investimento sia destinata a diventare una nuova ed interessante asset class anche per il mondo private.