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Investitori stranieri in Italia: via libera agli investimenti senza codice fiscale italiano

Non avranno più bisogno di dotarsi di codice fiscale italiano i cittadini stranieri che intendono investire nelle imprese italiane. Nei giorni scorsi, il MISE ha pubblicato una circolare che recepisce e rende operativo quanto già disposto tre anni fa nella Legge di Bilancio 2018 a cui purtroppo, a causa di una serie di rallentamenti, non era poi di fatto seguita una concreta applicazione.

La finanziaria, all’articolo 1.45 aveva emendato l’art 6.2 del decreto Presidente della Repubblica 605/73, prevedendo che:

[…] l‘obbligo di indicazione del numero di codice fiscale dei soggetti non residenti nel territorio dello Stato, cui tale codice non risulti già attribuito, si intende adempiuto con la sola indicazione dei dati di cui all’articolo 4, con l’eccezione del domicilio fiscale, in luogo del quale va indicato il domicilio o sede legale all’estero.

La nuova disposizione del MISE ribadisce quanto sopra, motivandolo e indicando espressamente che:

le indicazioni contenute nella circolare n. 3689/C del 6 maggio 2016, capitolo “Istruzioni generali”, paragrafo “Codice fiscale dei soggetti esteri non residenti”, devono intendersi, di conseguenza, modificate“, invitando le Camere di Commercio, destinatarie della circolare, “allo scrupoloso rispetto delle indicazione della presente nota

La circolare del 2016 alla quale si fa riferimento contiene le “Istruzioni per la compilazione della modulistica per gli adempimenti di pubblicità legale verso il registro delle imprese ed il repertorio delle notizie economiche ed amministrative (REA)” e, dunque, è il documento di dettaglio al quale le Camere di Commercio si devono attenere per l’iscrizione delle informazioni societarie sul Registro delle Imprese.

Sembrerebbero dunque, aver avuto luogo quei necessari chiarimenti ministeriale che erano stati causa della sospensione dell’applicazione della norma e del conseguente blocco di tre anni.  Finalmente, la tanto attesa attuazione delle nuove disposizioni ha ricevuto ulteriore conferma e sarà possibile per i cittadini stranieri investire nel territorio nazionale con la semplice indicazione del domicilio del paese estero in sostituzione al domicilio fiscale.

La notizia è di estrema rilevanza non solo per gli investitori stranieri che usufruiranno di un processo di investimento notevolmente semplificato, ma anche per le nostre startup e PMI italiane che vedranno aumentare la loro possibilità di attrarre nuovi potenziali investitori stranieri adesso maggiormente incentivati a valutare le loro proposte.

Infine, ad esultare della novità anche e soprattutto il mondo fintech. Il cambiamento infatti, avrà un grande impatto sullo sviluppo del settore che a tal proposito, tramite i suoi rappresentanti, aveva portato il tema all’attenzione del Governo e del Parlamento nel 2017. La procedura che gli investitori stranieri dovevano seguire per investire in Italia, era infatti del tutto incompatibile con le dinamiche di investimento online e dunque disincentivante per la crescita del settore. Superato questo scoglio, il nuovo scenario sembra quindi lasciar presagire una nuova spinta per il settore che prosegue così la sua corsa verso la crescita.

Fonti: