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Innovazione: 5 passi per puntare sull’immaginazione e superare le trappole dell’esperienza

Conoscenza ed esperienza sono certo fra gli ingredienti principali del fare innovazione. Ma è possibile, invece, che possano costituire un potenziale blocco per la creazione di nuove idee?

In un recente articolo di Jacopo Pasetti, pubblicato su Il Sole 24 ore, si cerca di rispondere al quesito mettendo in discussione l’efficacia dell’esperienza e della conoscenza nella creazione di innovazione così come riconosciuto oggi, e si cerca di offrire un’ interessante chiave interpretativa di come e quando l’affidarsi a questi due elementi riesca davvero a generare e sostenere l’innovazione: sembrerebbe che ciò abbia luogo dal giusto incontro tra esperienza ed immaginazione.

L’innovazione è una sfida incredibilmente complessa. Si è ormai soliti pensare che esperti del settore e grandi conoscitori della materia siano i più idonei a generare nuove idee brillanti, ma spesso si sottovaluta il rischio della presunzione del sapere, che conoscenza ed esperienza tendono a portare inevitabilmente con loro. In ambito accademico ci si riferisce a questo stereotipo cognitivo con il nome di “trappola dell’esperienza”, che sembrerebbe impedire la nascita di nuove idee ancorché favorirle.

“Il naufragio” è un’esercitazione tipicamente praticata nel team building per analizzare le dinamiche di un gruppo e fornisce un esempio concreto per una facile comprensione e memorizzazione del fenomeno. I partecipanti all’esperimento sono invitati ad immaginarsi a bordo di una nave che sta affondando. Si chiede loro di selezionare un limite massimo di oggetti da una lista di potenziali salvavita e vengono lasciati circa 20 minuti per massimizzare la possibilità di sopravvivenza nelle 24 ore successive al naufragio.

Ciò che spesso accade, è che i partecipanti cerchino all’interno del gruppo qualcuno che abbia competenze vicine al contesto di riferimento, ad esempio qualcuno che abbia conseguito la patente nautica, che possegga una barca o che abbia esperienza in campo marittimo. Le proposte dei presunti esperti, tendono ad ottenere maggiore seguito e ad esser percepite più affidabili, nonostante non risultino essere le più efficaci in quanto tratte da un contesto diverso rispetto a quello di riferimento. Di fatto, ciò porta ad uno sminuimento delle potenzialità dell’intuito altrui e la non considerazione di idee alternative.

Come ovviare dunque al problema e liberare il genio collettivo all’interno del proprio gruppo di lavoro?

La risposta è dare spazio all’immaginazione, coinvolgendo esperienze vicine alle proprie dandosi la possibilità di percorrere nuove strade e di esplorare nuove applicazioni in ambiti o ambienti più o meno prossimi al proprio campo di conoscenze: apertura mentale, conoscenza e fantasia quindi sono le nuove vie da percorrere. 

Se da un lato è indubbiamente necessario attingere alla propria conoscenza del settore di riferimento, dall’altro è necessario farlo ponendosi un freno, rallentando il ricorso all’esperienza e lasciando spazio ad idee alternative che possano portare a soluzioni innovative.

Quali sono dunque i passi da compiere per essere sostenuti dall’immaginazione?

Apertura verso il nuovo: imparare a distinguere e riconoscere la propria conoscenza radicata che si manifesta automaticamente, crea la possibilità di riflettere sull’adozione di modalità diverse rispetto a quelle automaticamente adoperate.

Fare scelte poco “familiari”: uscendo dalla propria zona di comfort, evitando schemi comportamentali ed azioni routinarie immergendosi in nuove situazioni e contesti, permette di esplorare ed acquisire prospettive diverse.

Correre rischi: abbandonando il noto per l’incerto ed accettare che la creazione di qualcosa di nuovo sia il risultato di tentativi ed errori, permetterà di individuare nuovi obiettivi e raggiungere nuove mete.

Curiosità e criticità: esporsi a novità, nuovi stimoli e mettere in discussione ciò che diamo per scontato essere ovvio o vero.

Domande non convenzionali: chiedersi cosa sarebbe potuto accadere, cosa potrebbe accadere o cosa cambiare se eventi, processi, azioni avvenissero in modo diverso rispetto a quello che ci aspettiamo.

Questi 5 spunti potrebbero essere un buon inizio per stimolare la nostra creatività e permetterci di trovare quelle nuove idee tanto ricercate nello scenario sempre più competitivo e fortemente mutevole nella quale stiamo vivendo.

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