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Il Report sugli incubatori/acceleratori italiani 2020

Il Social Innovation Monitor (SIM) ha presentato il nuovo Report pubblico sugli incubatori/acceleratori italiani 2020. Il documento, redatto annualmente dal team di ricercatori e professori del Politecnico di Torino, offre una mappatura degli incubatori e degli acceleratori a livello nazionale con un’analisi delle loro attività e delle startup incubate.

Sono 212 le attività individuate in Italia tra incubatori e acceleratori attivi, di cui 38 sono incubatori certificati dal MiSE, 27 sono universitari e 17 sono incubatori corporate. La ricerca si basa sullo studio di un campione di 85 attività estratto dalla popolazione e di essa rappresentativo.

Circa il 57% del totale si trova in Italia settentrionale, con una prevalenza in Lombardia (26%), Emilia-Romagna (13%) e Lazio (9%). L’area meridionale e quella insulare rappresentano le zone in cui vi è il minor numero di incubatori. Per quanto riguarda la natura giuridica, la maggior parte delle attività è di natura privata (63%), mentre soltanto il 16% è gestito esclusivamente da amministrazioni o enti pubblici.

Oltre che per la natura giuridica, utilizzando una classificazione internazionale il report distingue:

  • Business incubator: incubatori/acceleratori con il 0% di organizzazioni incubate a significativo impatto sociale rispetto al totale.
  • Mixed incubator: da una al 50% di organizzazioni incubate a significativo impatto sociale rispetto al totale.
  • Social Incubator: più del 50% di organizzazioni incubate a significativo impatto sociale rispetto al totale.

La ricerca ha messo in luce che il 48% del campione individuato appartiene alla categoria dei Business incubator mentre poco più della metà restante degli incubatori e degli acceleratori italiani supporta organizzazioni a significativo impatto sociale, confermando i dati emersi nel 2019. I settori più rappresentati per le organizzazioni incubate a significativo impatto sociale sono quelli relativi alla protezione dell’ambiente e degli animali, e della salute e benessere. I meno rappresentati sono quelli della finanza sostenibile e protezione dei consumatori, e della pace e giustizia. Tuttavia, rispetto all’anno scorso il numero delle organizzazioni incubate operanti in quest’ultimo settore è aumentato in modo significativo.

L’interesse degli incubatori/acceleratori nei confronti delle organizzazioni a significativo impatto sociale è in linea con quello degli investitori che, come indicato dal Report sull’impatto dei Business Angel italiani realizzato dal SIM, stanno rivolgendo un’attenzione sempre maggiore alle organizzazioni di questo tipo.

Il fatturato totale degli incubatori italiani del 2019 è di 373 milioni di €, la media dei fatturati si aggira intorno ai 1.76 milioni di euro con una leggera riduzione rispetto all’anno scorso (2 M€ nel 2019). Al contrario, la mediana è leggermente aumentata con 0.36 M€ rispetto ai 0.35 M€ dell’anno precedente.

Per quanto riguarda il numero di richieste di incubazione ricevute, è risultato che la maggior parte degli incubatori ha ricevuto al massimo 50 richieste di incubazione.

Circa un terzo degli incubatori/acceleratori hanno dichiarato di acquisire quote societarie nelle proprie organizzazioni incubate attraverso investimenti di capitale di rischio o in cambio di prestazioni e servizi (work for equity). Di queste, più della metà ricorre ad entrambe le soluzioni. L’opzione work for equity ha registrato un aumento rispetto all’anno scorso e le organizzazioni che ne fanno ricorso sono passate dal 27% al 34% degli incubatori/acceleratori totali.

Venendo all’analisi delle startup incubate, su un secondo campione di 31 incubatori/acceleratori sono stati individuati 346 team imprenditoriali incubati e 448 startup incubate. Da questi, si stima che in totale siano stati circa 2366 i team imprenditoriali e 3064 le startup incubati. Inoltre, si stima che queste ultime abbiano offerto lavoro a 6128 dipendenti, fatturando un totale di circa 499 M€.

Riguardo alla diffusione delle startup incubate, dall’analisi del campione emerge che quasi l’80% è localizzata in Italia settentrionale e in particolare nelle Regioni del Nord-Ovest. La Lombardia si posiziona prima per numero di startup incubate (il 30% del totale), seguita dal Veneto (18%) e dal Piemonte (16%). L’area meridionale e insulare è la zona con il minor numero di startup incubate. Tuttavia, rispetto all’anno precedente, si riscontra una maggiore rappresentatività delle startup incubate nel Sud e Isole. Circa il 40% delle startup incubate si occupa di servizi di informazione e comunicazione, mentre il secondo settore più rappresentato riguarda le attività professionali, scientifiche e tecniche (24%). Sono in aumento le startup del settore noleggio, agenzie di viaggi, supporto alle aziende.

In aggiunta al Report pubblico, il Social Innovation Monitormetterà a disposizione ancheun Report completo contenente tutte le analisi emerse dallo studio. Sul sito web del SIM sono inoltre presenti i Report sugli incubatori/acceleratori in Francia, Germania, Regno Unito e Spagna.