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I 3 elementi per la startup ideale

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Sara’ per l’annullamento delle distanze figlio dell’era delle comunicazioni, sara’ per il libero circolare del pensiero e delle idee, sara’ perche’ in ogni crisi si nasconde una grande possibilita’ da cogliere: mai come oggi sognatori ed imprenditori hanno cercato di uscire dalla comfort zone della tradizione per dare vita a strartup innovative e progetti imprenditoriali dirompenti.

Sono sempre piu’ le persone che tentano di avventurarsi nel mondo imprenditoriale con proposte innovative, talvolta rivoluzionarie. Pero’ non e’ cosa facile affrontare il percorso che conduce dall’idea alla sua concreta realizzazione per cui solo pochissimi alla fine riescono a superare le difficolta’ del caso ed andare avanti raggiungendo il risultato preposto.

Perche’?

In un recente articolo WeWealth, in collaborazione con l’avvocato Stefano Giannone Codiglione, ha provato a distillare i 3 principali elementi che dovrebbero caratterizzare la startup ideale per renderla desiderabile agli occhi degli investitori.

Proporre di soluzioni facilmente intuitive

L’elemento oggettivo, innanzitutto, mantiene una primaria importanza fuor di ogni banalita’ e retorica: nell’attuale contesto caratterizzato da frenetico consumismo, una startup vincente dovrebbe essere in grado di intercettare o creare un bisogno della collettività, coniugando la semplicità del “cosa” (si propone di offrire) all’efficienza del “come” (si intende farlo). E’ giusto partire da una preliminare analisi del mercato, attenta e meticolosa, votata ad identificare quel vuoto, quella mancanza, da migliorare per ambire ad un effettivo miglioramento della qualita’ della vita delle persone, anticipando il futuro.

Il primo elemento fondamentale per attirare l’occhio di bue degli investitori e’ quindi la proposta di soluzioni facilmente intuitive, nell’ambito di un business scalabile e rivolto a settori caratterizzati da forte crescita e tendenza all’internazionalizzazione.

Un’idea difficilmente replicabile: salvaguardare la proprieta’ intellettuale

Rimanendo nel mondo dell’ oggettivo, il secondo elemento fondamentale, una volta individuato il concept, riguarda l’equazione tra la base tecnologica (e/o di asset immateriali) utilizzata dalla società e la protezione della stessa sul fronte della proprietà intellettuale. Va da sé che una startup che si dimostri deficitaria sotto questo punto di vista, non mettendo in sicurezza l’unico proprio bene di valore, non possa fornire alcuna concreta garanzia sulla continuità della propria attività nel medio e lungo termine né, a maggior ragione, alcuna tutela per gli investitori interessati ad accompagnare il progetto nelle varie fasi del suo sviluppo.

Il Team

Il terzo elemento, fondamentale nell’equazione del successo anelato, e’ l’elemento soggettivo.

Lo abbiamo detto piu’ e piu’ volte e l’esperienza lo conferma: un’ ottima idea che non puo’ contare su un ottimo team e’ un pessimo investimento. La startup ideale può avere sì un leader visionario, ma non deve identificarsi esclusivamente con questa figura: le one man band portano sempre, o quasi, al fallimento del progetto e questa variabile e’ ritenuta fondamentale da ogni investitore. Serve un team coeso e variegato per competenze specifiche e forti (e ben coordinate fra loro) per fornire all’investitore quella garanzia di successo cui anela per poter concedere le sue finanze: e’ una conditio sine qua non per fornire sufficiente sicurezza.

Equilibrio e stabilita’ del team sono imprescindibili.

Senza considerare che un nucleo ben organizzato è sinonimo di una metodologia operativa efficiente, in grado di colmare il fabbisogno di competenze e di trasmettere idee e valori a dipendenti e terzi.

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