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Gianluca Dettori: le startup sono un’opportunità di investimento non sfruttata dagli italiani

Ad oggi, l’ammontare delle risorse finanziarie gestite dagli operatori specializzati negli investimenti in startup sono circa 1 miliardo di euro, una cifra importante ma ancora ridotta rispetto al volume di risparmio degli italiani che nell’ultimo anno a causa dell’incertezza e della paura scaturite dalla pandemia ha raggiunto l’1.700 miliardi di euro. Questa enorme ricchezza necessita di essere mobilitata verso le attività imprenditoriali dal potenziale di crescita maggiore, ovvero le startup innovative, al fine di supplire alla mancanza di risorse finanziarie adeguate al loro sviluppo e contribuire alla ripresa economica del Paese.

Gianluca Dettori, presidente del fondo di venture capital Primo Ventures, ha rilasciato un’intervista a Tiscali News nella quale ha spiegato il perché della difficoltà di mobilitare questa enorme ricchezza verso le startup innovative.

Secondo Gianluca Dettori, i principali ostacoli sarebbero la bassa notorietà del Venture Capital per la maggioranza degli italiani e il rischio, in parte sopravvalutato, degli investimenti in startup. Sebbene il singolo investimento in una startup sia certamente rischioso, secondo il principio di diversificazione, attraverso l’investimento in un portafoglio di 20/30 società innovative in una ottica di lungo periodo non sarebbe necessario che tutti gli investimenti fossero di successo ma è sufficiente che lo siano solo alcuni. Questo approccio, applicato a numeri ancora più grandi come per esempio centinaia di startup, potrebbe allargare la platea di privati che accedono al venture capital, consentendo ai piccoli risparmiatori di sfruttare queste opportunità di investimento mobilitando così maggiori risorse nell’economia reale. È però necessario che tale aspetto venga compreso non solo dai risparmiatori, ma anche da chi gestisce i loro risparmi, ovvero consulenti finanziari, asset manager, banche ed altri operatori del settore.

Resta anche il fatto che culturalmente l’Italia è un paese avverso all’innovazione, poco incline al rischio e legato alle rendite di posizione esistenti. Gli italiani dovrebbero invece capire che oggi in Italia c’è una realtà economica promettente e che proprio attraverso l‘investimento in startup innovative si potrebbe generare la tanto auspicata ripresa economia del paese.

Anche Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione delle banche italiane (Abi), si è recentemente espresso sulla necessità di mettere a sistema l’enorme mole di liquidità (oltre 1.700 miliardi €) bloccata sui conti correnti degli italiani indirizzandola verso lo sviluppo dell’economia reale potenziando misure fiscali che incoraggino gli investimenti a medio-lungo termine nei settori produttivi.