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Finanza alternativa per le PMI italiane: incassati 2,67 miliardi

Nell’ultimo anno, in Italia le risorse mobilitate dalla finanza alternativa alle PMI sono state circa € 2,67 miliardi, con una crescita del 4% rispetto al periodo precedente. Private equity e venture capital tra i maggiori canali alternativi al credito bancario.

Torniamo a parlare di finanza alternativa e del suo sempre maggiore impatto generato sull’economia italiana. Dopo aver trattato, nel precedente articolo, il tema del ruolo svolto dalla finanza alternativa nell’accesso al capitale per le PMI italiane ai tempi del Covid19, vediamo oggi il grado di sviluppo dei diversi strumenti nei quali si propone questa forma di finanziamento.

Da luglio 2018 a giugno 2019, le risorse raccolte dalle PMI italiane dalla finanza alternativa, sono state circa € 2,67 miliardi, rispetto i € 2,56 miliardi del periodo precedente, confermando il trend in crescita di circa il 4% ogni anno. I dati fanno riferimento ai minibond, al crowdfunding, all’invoice trading, al direct lending, all’Initial Coin Offering, ICOs, al private equity ed al venture capital.

Questo emerge dal 3° Quaderno di ricerca sulla Finanza alternativa per le PMi in Italia, redatto dagli Osservatori Entrepreneurship Finance&Innovation della School of Management del Politecnico di Milano e presentato il 23 novembre al secondo Alt-Finance Day. 

flusso di finanziamento da canali alternativi al credito bancario per le PMI italiane

Tra gli insights più interessanti del report, risulta che i maggiori canali alternativi al credito bancario siano stati private equity, venture capital e invoice trading. I minibond continuano a crescere, mentre il crowdfunding (lending ed equity) continua a galoppare a buoni tassi, anche se il suo contributo rimane ancora marginale rispetto ad altre fonti di finanziamento per le PMI.

Sempre per quanto concerne il crowdfunding, i buoni tassi di crescita degli ultimi mesi sono anche frutto dell’estensione a tutte le PMI di questa opportunità, inizialmente riservata a startup e PMI innovative. Il numero di aziende italiane che raccoglie capitale di rischio sulle piattaforme online autorizzate continua ad esser composto in gran parte da startup innovative.

Entrando più nello specifico, le piattaforme di lending hanno erogato a titolo di prestito alle PMI italiane 339 milioni di euro fino al 30 giugno 2020. L’afflusso di capitali annunciato da investitori professionali e l’apertura di nuovi portali, confermano le aspettative di crescita.

Si stima in 1,2 milioni di euro la raccolta effettuata ogni anno dalle PMI italiane tramite reward-based crowdfunding, senza prospettive di crescita rilevante per il futuro. Equity e lending crowdfunding continueranno invece a crescere a doppia cifra, spinti anche dal nuovo Regolamento europeo appena adottato che consentirà alle piattaforme di operare su base transfrontaliera.

Per quanto riguarda il mercato italiano del private equity e soprattutto del venture capital, risulta ancora un sottodimensionamento rispetto alla situazione di Regno Unito, Germania, Francia.

Secondo l’associazione di riferimento AIFI, prendendo in esame solo le operazioni di early stage ed expansion e ipotizzando, cosa non scontata, che tutte le operazioni nei due sottocomparti riguardino PMI, da luglio 2019 a giugno 2020 vi è stato un flusso di 238 milioni di euro per l’early stage (su 176 deal) e di 656 milioni per l’expansion (per 41 aziende), per un totale di 894 milioni. Valori in diminuzione rispetto al periodo precedente.

Tuttavia, seppur nel medio termine, si potrebbero vedere incrementi significanti con l’auspicato decollo degli ELTIF e dei PIR alternativi e alle risorse disponibili per il venture capital.

Il quadro delineato dal 3° Report sulla Finanza alternativa per le Pmi italiane, ha riflesso una generale resistenza dei canali alternativi al credito bancario di fronte all’emergenza Covid 19 ed alle nuove pressanti esigenze delle piccole e medie imprese italiane. 

I circuiti della finanza alternativa per le PMI continuano a crescere anche ai tempi del Covid19, l’incertezza e la percezione di possibili recessioni o peggioramenti delle condizioni di liquidità delle imprese spingono a diversificare i canali di finanziamento e a esplorare nuove strade” commenta Giancarlo Giudici, estensore della ricerca e professore associato di Finanza aziendale.

Puoi trovare qui il documento integrale 3° Report sulla Finanza alternativa per le Pmi italiane.

Fonti:
https://bebeez.it/files/2020/11/COMUNICATO-STAMPA-2-Alt-Finance-Day-2020-GG.pdf
https://bebeez.it/files/2020/11/20201123_SOM_terzo-Quaderno-finanza-alternativa_Giudici.pdf


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