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Doorway e Le Village – sostenibilità e investimenti finanziari in startup

Si è tenuto online l’evento esclusivo e riservato ai founder “Impact, startup: un’opportunità?” organizzato da Doorway e Le Village. L’incontro si inserisce nel programma di formazione che Doorway riserva ai founder delle imprese che raccolgono sulla piattaforma e ha l’obiettivo di potenziare network e competenze attraverso l’incontro con leader di settore. Il relatore speciale dell’incontro è stato Fabio Cannavale, founder di lastminute.com e di Bheroes, che ha dialogato con i founder sul tema dell’impatto e della sostenibilità e dell’importanza di mantenere la consapevolezza su questi temi nello sviluppo di un progetto.

Ecco alcuni punti emersi durante la conversazione.

Cosa cercano gli investitori in startup?

Dal mio punto di vista di investitore e business angel, cerco persone che abbiano un certo spessore umano. Vedo che alla lunga i migliori investimenti avvengono in aziende in cui il team è composto da persone di valore e di valori perché questo è un’ottimo viatico per il successo. Oltre a questo, cerco persone che riescano ad aiutare a fare qualcosa in maniera diversa, più efficiente e riescano a produrre un impatto. Ci sono varie forme di impatto: può essere sociale e umano, o in chiave green e di sostenibilità. Il fatto stesso di dare lavoro a persone crea un impatto sociale. qualunque sia questo impatto, l’importante è vedere la coerenza e la forza dell’azienda nel cercare di realizzarlo.

Che tipologia di investitori deve scegliere una startup?

In una fase di avvio della startup, un Business Angel entusiasta è il massimo che si possa trovare. Ho visto casi eccezionali di startup che hanno avuto Business Angel che, oltre ad apportare capitali, hanno dato un impatto veramente fortissimo al progetto tramite il loro network, mobilitando conoscenze e risorse. Questi secondo me sono gli investitori migliori soprattutto all’inizio.

Quando si passa su investitori professionali, come i fondi di Venture Capital, occorre guardare l’empatia che si crea con il referente. È una persona con cui si condividerà un percorso e il mio suggerimento è di prediligere nettamente l’aspetto umano rispetto alle competenze. Il successo di una startup dipende comunque dai founder e sono loro che devono sapere cosa fare e come muoversi.

Per una startup o una PMI, essere una società benefit o una b-corp conferisce qualche vantaggio nell’ottenere finanziamenti?

Dal punto di vista dei finanziamenti, sicuramente esistono investitori che scelgono solo startup con determinate caratteristiche, che possono variare settore per settore. Ciò in cui io vedo un grandissimo valore è il fattore umano. Le persone giovani hanno una sensibilità maggiore sui temi etici e di impatto. Essere una b-corp impone parametri che portano le aziende a tenere comportamenti migliori verso la società e l’ambiente e questo aiuta ad attrarre i migliori talenti sensibili a questi aspetti. Ogni azienda è fatta di persone e il team ne fa la forza. Essere una b-corp è un aiuto ad alimentare un gruppo di persone migliori.