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Doorway diventa società benefit: la prima fintech purpose-driven in Italia

Doorway si è trasformata in società benefit integrando nel proprio statuto finalità di beneficio comune oltre allo scopo di lucro, diventando la prima fintech benefit italiana.

Con la  Legge di stabilità dell’anno 2016, l’Italia è il primo paese al mondo dopo gli Stati Uniti ad introdurre nel proprio ordinamento la Società Benefit come nuovo strumento giuridico. Un passo necessario e di estrema importanza per lo sviluppo di un sistema economico-sociale sostenibile.

Oggi, le società benefit sono circa 500 ed oggi anche Doorway rientra nel computo con la dichiarazione, nel proprio statuto, delle finalità di beneficio comune che intende perseguire oltre allo scopo di lucro. Ha ottenuto così la nuova forma giuridica, diventando la prima ed unica fintech benefit in Italia.

La trasformazione conferma la mission di Doorway. Contribuire alla crescita del sistema economico, convogliando capitale verso la nascita e lo sviluppo di imprese innovative in grado di generare un cambiamento positivo nella società, è il primo beneficio che l’impresa intende generare. Il secondo obiettivo, anch’esso inserito in statuto ed oggetto di pari impegno, consiste nel guidare la trasformazione del sistema finanziario verso un modello generativo, mobilitando la ricchezza privata verso l’economia reale e promuovendo iniziative di trasparenza, resilienza e formazione finanziaria verso tutti gli stakeholder.

Doorway nasce per favorire, grazie alla tecnologia, ad un set normativo favorevole, ed al suo peculiare modello di business,  il trasferimento di parte della ricchezza privata sull’economia reale. Da più autorevoli parti è stata evidenziata la necessità e l’opportunità che parte del risparmio italiano venga veicolata su start up e PMI innovative, anche come motore della ripresa economica. I miei Soci ed io siamo orgogliosi di avere creato la prima startup Fintech “purpose driven” in Italia: la piattaforma di investimento gestita da Doorway non è un’organizzazione filantropica interessata a risolvere i problemi della società, ma un’impresa che identifica e monitora gli effetti positivi e i rischi generati dalla propria attività nel contesto degli investimenti finanziari in innovazione ed economia reale

Antonella Grassigli, CEO e Co-founder di Doorway -.

Le due finalità tra loro interconnesse, risuonano con gli obiettivi di sviluppo sostenibile SGDs (Sustainable Development Goals) contenuti nell’Agenda 2030. In particolar modo, la coincidenza con l’obiettivo di promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, la piena e produttiva occupazione ed un lavoro dignitoso per tutti (SGS n°8). Coincidono anche l’obiettivo di fornire un’educazione di qualità ed opportunità di apprendimento (SGS n°4), la riduzione delle disuguaglianze di genere (SGS n°5) e favorire l’ industrializzazione sostenibile e l’innovazione (SGS n°9).

La valutazione delle performance sugli obiettivi perseguiti, avverrà tramite il monitoraggio e l’analisi delle KPI individuate per giudicare il raggiungimento degli obiettivi specifici pianificati di volta in volta. Verranno poi comunicati agli stakeholders con la redazione di un rapporto annuale di impatto allegato al bilancio.

Intraprendere il cammino come società benefit non significherà dunque diminuire l’attenzione allo scopo del lucro, ma integrare l’oggetto sociale con finalità che possono avere un impatto positivo nei confronti della dimensione ambientale, di governance e sociale, monitorando gli effetti positivi e negativi generati dall’attività di impresa.

Siamo una fintech che dichiara di essere purpose driven. Vuol dire semplicemente che dichiariamo ai nostri investitori, ai nostri stakeholder, alla comunità dei nostri soci che raggiungiamo con la nostra azione imprenditoriale, non soltanto lo scopo di lucro, naturalmente resta, ma viene integrato da un beneficio comune. Pensiamo attraverso la nostra attività di raggiungere un beneficio comune per il sistema economico, in termini di resilienza e formazione finanziaria, e un beneficio comune nei confronti della comunità e del territorio

Federica Lolli, Co-founder di Dooway.

Finalmente la mole di dati raccolti negli ultimi anni, ha consentito di sfatare il mito dell’impossibilità di convergenza tra rendimento e sostenibilità.

Gli ultimi studi, uno tra questi al seguente link, hanno infatti dimostrato la sovraperformance degli indici relativi alle società attente alle questioni in tema sostenibilità rispetto a quelli delle società non attente. L’orizzonte temporale importante è quello medio-lungo: trasparenza, responsabilità e resilienza sono fondamentali per ottenere quella famosa convergenza tra il rendimento e la sostenibilità dell’investimento.

Continueremo a sfatare il falso mito che essere benefit significa fare filantropia, essere degli idealisti o dei millenial. Il mercato degli investimenti in sostenibilità è quello in maggior crescita, con i rating di maggior redditività sul mercato rispetto agli investimenti tradizionali. È un mercato che sta cuore a tutti e non certo solo ai millenial. Tutti abbiamo a cuore le generazioni future, i nostri figli, la nostra pensione. Quindi è un mercato che gira billions e in cui Doorway farà la sua parte.

Federica Lolli, Co-founder di Dooway.

A tal proposito, il processo di selezione delle startup e PMI innovative proposte in piattaforma, comprende anche la valutazione dell’impatto sulla sostenibilità tramite l’utilizzo di parametri ESG. Già tutte le società in cui Doorway ha investito attraverso la propria comunità di investitori, hanno una collocazione molto precisa sugli obiettivi di sostenibilità globale. Tutte hanno dichiarato obiettivi di sostenibilità, mentre alcune di queste ne hanno fatto il fulcro del proprio successo.

L’attenzione alle performance in materia di sostenibilità è sempre più nel mirino degli investitori istituzionali che pongono l’adozione degli indicatori Esg come elemento qualificante e, talora, discriminante, nelle loro strategie d’investimenti

Antonella Grassigli, CEO e Co-founder di Doorway -.

Gli investimenti in società sostenibili da parte degli investitori istituzionali continuano a crescere, con una quota sul totale attivi passata dal 5% del 1990 al 30% del 2019.

La trasformazione in società benefit, non è che la formalizzazione dell’impegno che Doorway ha deciso di assumersi fin dalla sua costituzione. Si tratta infatti di un percorso verso la sostenibilità già avviato dalla nascita della società. Tuttavia, resta l’importanza di aver dichiarato a tutto il sistema degli stakeholder l’impegno che Doorway si assume e le modalità con cui pensa concretamente di fornire un impatto positivo.