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Cresce il settore Fintech: +12% rispetto al 2019

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Lo shock derivante dalla pandemia di Covid-19 ha colpito in maniera profonda l’economia globale, mettendo ogni settore a dura prova. Tra i comparti colpiti dalla crisi, è comunque possibile distinguere quelli che hanno dimostrato maggiore resilienza riuscendo a contenere l’impatto negativo e addirittura, in alcuni casi, a crescere: uno di questi è il settore fintech che cresciuto in media del 12% rispetto all’anno precedente.

È quanto emerso dall’analisi internazionale effettuata dal Centro per la Finanza Alternativa dell’Università di Cambridge, dalla World Bank e dal World Economic, per valutare come le società fintech sono state influenzate dal Covid-19 e come stanno rispondendo alle sfide e alle opportunità che ne derivano.

L’impatto del Covid sulla performance del mercato non è tuttavia uniforme in tutte le attività FinTech. Secondo il report, alcuni rami del settore hanno registrato un incremento superiore al 30 e 20 per cento, tra i quali sicurezza, scambio dei dati, servizi di pagamento e digitali per il risparmio. Soltanto il lending ha riportato un rallentamento dell’8%.

Una crescita maggiore nei servizi finanziari ha avuto luogo nei paesi con lockdown più severi, anche in campi come quello dei prestiti on-line, che sembra avere sofferto più degli altri, per ovvie difficoltà di origine e due diligence delle operazioni. 

In forte sviluppo il fintech nei paesi dell’area Medio Oriente-Nord Africa: +40%, contro l’8% dell’Europa, il 1% della Cina, il 21% di Stati Uniti e Canada e il -3% del Regno Unito.

In risposta all’emergenza le aziende fintech hanno modificato servizi, prodotti e policy interne. Due terzi delle aziende intervistate hanno riferito di aver apportato due o più modifiche ai propri prodotti o servizi e il 30% ha riferito di essere in procinto di farlo. Tra i cambiamenti più diffusi, particolare concentrazione sui processi di onboarding del cliente, sulla facilitazione delle operazioni finanziarie online e sulla riduzione del costo delle transazioni. Inoltre il 60% delle aziende ha lanciato proprio in questo periodo nuovi prodotti o servizi, soprattutto nel settore dei pagamenti, con un ulteriore 32% che prevede di farlo.

A livello globale, un numero limitato di imprese ha beneficiato degli interventi del governo a supporto delle aziende fintech. Le prime risposte normative al Covid-19, hanno fornito sollievo ad alcune FinTech, ma le aziende considerano un maggior supporto normativo urgentemente necessario. Anche in questo caso, una maggiore necessità è registrata nelle aziende situate in paesi con misure anti-Covid più rigorose.

Il fintech, più che di interventi di supporto economico o fiscale, ha bisogno di interventi regolatori che riducano l’impatto della burocrazia e facilitino le soluzioni digitali, in un corretto bilanciamento tra innovazione, protezione degli interessi dei consumatori e mantenimento della stabilità finanziaria.

Non a caso in autunno la Commissione europea ha presentato la propria agenda per i prossimi cinque anni nel fintech, evidenziando una serie di settori strategici che vedranno soddisfatta la domanda di supporto regolatorio ai processi di innovazione.

Tra tutti sta emergendo la necessità di innovare la procedura di apertura dei nuovi rapporti con la clientela, dall’identificazione, alle procedure antiriciclaggio, alle firme dei contratti; si tratta di processi ancora troppo complessi, molto basati sulla carta e di scarsa efficienza. Anche la protezione del consumatore deve essere rivista, così come il trattamento dei dati personali nel settore dei servizi finanziari

Avv. Alessandro Lerro, fondatore dello Studio Avvocati.net e presidente dell’ Associazione Italiana Equity Crowdfunding, che ha contribuito alla stesura del report dell’Università di Cambridge.

Inoltre, il settore del crowdfunding, è stato finalmente oggetto di una nuova disciplina uniforme che entrerà in vigore nei prossimi mesi in Europa. Si tratta dell’attesa normativa cross-border che permetterà una maggiore facilità nelle operazioni in Europa e che potrebbe aprire a una concentrazione delle piattaforme.

Per quanto concerne lo scenario italiano dell’equity crowdfunding si è assistito a un semestre difficile, seguito da un’ impennata a fine anno, che ha portato la raccolta in equity crowdfunding vicina ai 90 milioni di euro, mentre il mercato del lending crowdfunding è più che raddoppiato, in controtendenza rispetto ad altri Paesi europei.

Spicca quindi, tra i settori che hanno dato prova di solidità e prontezza di risposta al cambiamento durante l’emergenza, il mondo Fintech. Il merito va in particolare alla sorprendente capacità di adattare la propria offerta alle nuove esigenze del mercato. Le modifiche tempestive apportate  ai servizi, ai prodotti e alle policy interne hanno infatti permesso di soddisfare il forte rialzo della richiesta di servizi digitalizzati da parte dei consumatori durante il lockdown, trasformando le nuove sfide imposte dal Covid, in opportunità che hanno contribuito allo sviluppo del settore.

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Fonti:

https://www.ilsole24ore.com/art/fintech-crescita-12percento-grazie-sicurezza-dati-e-pagamenti-ADvPr48