Press "Enter" to skip to content

Come i Big Data stanno cambiando radicalmente la ricerca di nuova talenti nell’industria musicale

Negli ultimi anni, l’industria musicale ha registrato un sorprendente rimbalzo grazie alla crescita vertiginosa dei servizi di streaming musicale. Il report di Goldman Sachs del 2020 riporta che il 67% delle entrate del settore in 4 anni verrà dallo streaming; il numero di abbonamenti a pagamento ha superato inoltre i 400 milioni di utenti nel 2020

Con questo mercato in forte crescita, le etichette discografiche hanno nuovamente aumentato il budget alla ricerca di nuovi talenti, arrivando a spendere più di $6 miliardi nel 2020

Questa volta, però, stanno basando i loro investimenti su metriche in tempo reale. 

Ogni giorno vengono tracciati milioni di bit di dati su Spotify e Apple Music, oltre a fonti come i social network Instagram e Tik Tok. Aggregatori di dati forniscono alle parti interessate una panoramica completa della trasmissione radiofonica di un artista, aggiunte e posizioni di playlist in streaming, coinvolgimento sui social media e dati demografici degli ascoltatori geolocalizzati. Il limite principale di questi aggregatori è che analizzano dati parzialmente corrotti: ogni anno gli artisti spendono più di $300 mln per acquisire falsi ascolti e lo stesso meccanismo si ripete più in grande anche per i social come Instagram, dove acquisire follower e like è diventato semplice come comprare un prodotto in un e-commerce. 

Nonostante ciò, per le Major (Sony, Universal e Warner) è essenziale essere i primi a scoprire i nuovi trend in quanto il loro vantaggio competitivo si basa sulle tempistiche d’investimento: come per un business angel alla ricerca di startup, prima individua ed effettua un investimento in una realtà, maggiore sarà il ROI. 

Proprio l’anno scorso, Warner ha acquisito la startup israeliana IMGN media per più di $100 mln, che aveva creato uno strumento di integrazione e analisi dati di piattaforme esterne per identificare nuovi trend musicali. 

Brots si inserisce in questo mercato con una soluzione innovativa che si differenzia dai suoi competitor: oltre ad integrare i dati delle altre piattaforme online, come Spotify e Instagram, li arricchisce con dati inediti e proprietari generati dalla propria community, per creare dei modelli predittivi di identificazione di nuovi talenti su cui investire. 

Con Brots non solo sarà possibile identificare chi farà successo nel breve periodo, ma, cosa più importante, quale dei 4 milioni di artisti su Spotify sarà il prossimo artista a raggiungere il successo nell’industria musicale nel medio-lungo. 

Il data mining si ritaglierà un ruolo sempre più preponderante a discapito della tradizionale attività di ricerca di artisti, basata sull’ascolto di eventi live. Le etichette diventeranno ancora meno disposte a correre il rischio di artisti la cui musica non è basata su metriche digitali positive e in costante crescita. 

Grazie alla sua community di utenti, Brots ha il grande vantaggio di anticipare quali saranno i nuovi talenti di domani e ogni etichetta discografica nel mondo, che svolge questo mestiere, è alla ricerca di queste informazioni.